Roma Marathon 2014

Tuesday, 25 March 2014 09:00 Written by 

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Domenica 23 marzo. Un nuovo evento sportivo di prestigio entra nel carnet del nostro gruppo podistico. Dopo la Firenze Marathon di fine novembre sembrava che il gruppo avesse messo da parte i propositi più bellicosi (….fatta eccezione per Ale, perennemente impegnato, in una sfida senza uscita, con il suo alter ego!!) per dedicarsi ad attività ben più gratificanti sia per lo spirito che per il corpo ossia al “magna e bevi senza se e senza ma!!”. Ma si sa, ..”l’appetito vien magnando!!” (….a tal proposito, mai termine più indicato!!) e cosi, a fine dicembre, al Gianni Diesel Gump balena una “pazza” idea. “”….fioi, ndemo a Roma!!!”. “A visitar Roma??? …..che ideona…..si ndemo, dai!!!” la risposta del gruppo. “No a visitar Roma, ma a far ea maratona!!!” la replica del Diesel Gump. Le bevute connesse al periodo  natalizio sembravano l’unica possibile spiegazione per una simile uscita. “….ma sito sicuro??..... ma no!! ….. stà tranquio,…..rilassate, ………assa perdar!!!.........pensaghe ben.....ma, par caso, gheto problemi in fameja???”. Neanche il tempo di metabolizzare il consiglio che il Diesel Gump comunica l’avvenuta iscrizione all'evento e di aver fatto pure proseliti (….chi???....ma chi poteva essere se non il nostro pezzo da 90 ossia il prescelto!!). Da subito, il maestro, ormai completamente assorto dalla sua passione sfrenata per il ballo, mollava la presa lasciando il pupillo nello sconforto e nell’incertezza sull'esito di una simile scelta. Assorbita a malincuore la proposta e fedeli al senso di gruppo, alcuni dei nostri, sprezzanti del pericolo (...insoma masochisti fin in fondo!!) decidono per provare. Gennaio, febbraio e marzo vissuti all’insegna del sacrificio intenso con mirata e puntigliosa preparazione alimentare (ossia mangiate pantagrueliche accompagnate da bevanda al luppolo ad libitum) e psicofisica (ossia intere giornate passate nelle Spa più rinomate della zona). Nel dopo corsa di Susegana (9 marzo), i papabili decidono di far compagnia al Diesel Gump e procedono con l’iscrizione (…previo innumerevoli imprecazioni nei suoi confronti ed aver contrattato la bellezza di 10 pinte di bevanda al luppolo cadauno). Partenza sabato 22 ore 7:00 con presenti il Gianni Diesel Gump, Andrea, Bepi e Ale, brillante e sprizzante energia da tutti i pori (??), dopo una settimana con orari lavorativi di 16 ore al giorno. Neanche il tempo di partire che il pupillo subisce una lavata di capo. “E a tuta dea squadra quando te a metito???....co te sbianchizi casa??. Viaggio tranquillo ed arrivo nella città eterna intorno alle ore 13:00. Passaggio all’expo in zona Eur per ritiro pettorale e pacco gara. Una coda chilometrica di atleti in attesa accoglie l’arrivo dei nostri. Premio particolarmente interessante con maglietta tecnica e zainetto dell’evento. Giornata passata in compagnia dell’amico Rino, sempre pronto a dare lezioni di “vita” al nostro pezzo da 90. Qualche consiglio mirato al pupillo pure sulla preparazione premaratona. In particolare, ultima settimana incentrata su sedute da 85 ripetute mattiniere a 2 min/km intervallate da trattamenti pomeridiani al noto Centro rianimativo “Anima Resortis”. Serata trascorsa in allegria con birrone artigianale e pizza d’obbligo. Rientro agli alloggi. Prima del saluto della buona notte, Ale passa al rituale propiziatorio, secondo precise raccomandazioni del maestro, visto che a Firenze ha dato risultati insperati. Il menù propone completa immersione in acquasantiera da 200 lt per due ore a +90 °C con recitazione di cinquecento Ave Maria, duecento Padre Nostro, 100 Rosari e, visto l’approssimarsi della Pasqua, pure visione su Radio Maria di cinquanta Via Crucis. Intorno alle 2:00 finalmente l’impenitente può dedicarsi ai lavori di falegnameria notturni. Sveglia ore 6:30. Ale prova a sviare l’attenzione comunicando di aver sbagliato nella programmazione della sveglia e che erano appena le 4:00 di notte. Vestizione e per tutti, colazione leggerina con cadauno “solo” otto brioche, dodici fette con marmellata, 1 lt di yoghurt con cereali, 3 fette di torta della nonna, 2 panini al prosciutto, 6 bicchieri di the e 5 tazze di caffè. Con qualche lieve problema motorio ci si avvia alla metro. Appena saliti, come a presagire l’infausto destino, il prescelto, ormai “ingabbiato” e privato di ogni via d’uscita, viene quasi colto da un  coccolone. Si arriva a Zona Fori imperiali intorno alle 8:00 e la splendida immagine del Colosseo accoglie un putiferio di atleti. Lo speaker annuncia oltre 19.000 presenze. Consegna sacche nei camion preposti, peraltro, mal collocati e non in ordine. Ma ecco che arriva il primo segnale di benvenuto da parte del meteo, bello nuvoloso già di primo mattino. Uno scroscio tropicale tale da lavare da capo a piedi i partecipanti (…….se scomissia ben!! primo pensiero dei nostri). Proprio in quell’istante (….che tempestività!!!), il maestro tenta un contatto telefonico col pupillo per impartire gli ultimi consigli e valutare insieme la tattica da tenere in gara. Intento a nutrirsi con una stecca intera di Toblerone (memore dell’ottimo risultato conseguito con tale usanza nella Lochness Marathon), Ale, scambiandolo per un cliente di lavoro ed in piena trans agonistica, lo manda letteralmente a quel paese. Ore 9:00 viene dato il via al serpentone e dopo oltre dieci minuti pure i nostri passano sotto il gonfiabile della partenza. Si gira attorno a Piazza Venezia e devia verso sud direzione Circo Massimo. Si decide di comune accordo di provare a scortare il pupillo tenendo un ritmo intorno ai 6:00 min/km ma dopo qualche chilometro ci si porta a 6:20/6:30 su richiesta dello stesso impenitente. Primi 10 km e il ritmo viene mantenuto costante rimanendo nelle retrovie del gruppone. Si transita per il quartiere Testaccio, uno dei più antichi della città. Intorno al 12 km si passa alla zona del Lungotevere direzione centro città e al 15 km si giunge di fronte a Castel S. Angelo. Il Bepi segnala i soliti fastidi al tallone d’Achille ma il gruppo continua senza particolari difficoltà. Siamo al 17 km e si passa il punto più suggestivo della corsa. Via della Conciliazione e la splendida immagine di Piazza S. Pietro. Qualche chilometro ancora e si passa la soglia di metà gara in via della Giuliana. Il pupillo tiene che è una meraviglia con gli altri a rimanere sbigottiti di una tale freschezza atletica (…..che sia stà ‘e preghiere de ‘sta note o e botigliete che ghe gà da el maestro?? l’interrogativo che serpeggia tra i nostri). Si passa al 23 km per una nuova zona di Lungotevere con sullo sfondo lo stadio Olimpico. I nostri procedono pressoché compatti fino a circa il 28 km “scortando” il pupillo alla ricerca dell’ennesima “impresa”. Fin qui non un cedimento, non un lamento, non uno stridore di denti, solo qualche segno di affaticamento sul viso ma niente che lasci presagire l’inevitabile. Ma quasi ad annunciarlo, ecco puntuale arrivare il botto tanto temuto, pur se quasi scontato. Siamo al 29 km. Inaspettatamente, nel momento più delicato, è il Gianni Diesel Gump che, per primo, rompe gli indugi e “abbandona” la nave (…ohi Schettino dei poareti!!...te podevi almanco girarte a vardare el pupillo se el gaveva bisogno de na man o del colpo de grasia!!!). Uno sbandamento pauroso come un fulmine a ciel sereno. Una super variazione di pendenza con importante dislivello positivo di ben 30 mt ed ecco che scorrono i titoli di coda. Andrea tenta di stimolarlo (dai no’ sta moeare!! Duro!!…. par aver un segno de risposta ghe gavaria vossuo na pinta de bionda!!) ma ormai i bo son fuori dalla stalla. Con le gambe imballate e ridotte a due tronchi (causa ritmo corsa modello “processione” al Calvario) Andrea si strugge nel dilemma. Accompagnare il pupillo decidendo pure lui per la camminata fatale e rischiare una broncopolmonite istantanea o proseguire e raggiungere il Gianni Diesel Gump, ormai distante oltre cinquecento metri e lasciando l’impenitente alle cure del Bepi, dietro di lui di qualche centinaio di metri. Un’altra Firenze??. No. Mejo de no. Il pupillo, optato per una più salutare passeggiata, decide di dedicarsi al censimento dei sampietrini (….quasi otto i chilometri totali con questa superficie resa scivolosa dalla pioggia). Con l’occhio sornione, Ale tenta invano di scorgere una navetta scopa ma ecco che improvvisamente arriva la sua salvezza (…o condanna, dipende dai punti di vista!!). Il Bepi, leggermente attardato per le magagne fisiche, coglie al volo il prescelto imbragandolo e trainandolo con sé per fare, a braccetto, gli ultimi chilometri. La pioggia si fa sempre più insistente per "dare" l’ultima spinta ai partecipanti. Il Bepi telefona ad Andrea confermando che li pupillo ormai è nel “sacco” e lo incita a proseguire senza timori. Siamo al 32 km. Andrea carica sui garreti fino a raggiungere il Gianni Diesel Gump, lievemente claudicante ed in leggera difficoltà. I due danno vita ad una altra puntata della telenovela "all'ultimo respiro". Il Gianni, indossata la bandana da kamikaze, tenta di tenere il passo rimanendo avvinghiato con le unghie al compagno. Sarà per lui l’inizio della fine. Andrea, visto il birichino arrancare, da uno scossone al duello incrementando il ritmo. Cinquecento metri ancora e si ode il secondo boato di giornata. Ormai le posizioni vanno via via stabilizzandosi. Si passa Piazza Navona (36 km) per portarsi in via del Corso (39 km) e transito nella splendida Piazza del Popolo. Ormai l’arrivo è alle porte e si sente profumo di medaglia. Si supera Piazza di Spagna (40 km) fino a svoltare a destra in direzione nuovamente di Piazza Venezia. Ultimo sforzo e ci siamo. Vento e pioggia (……comunque una spruzzatina d’acqua rispetto alla Venice 2012!!) accolgono l’arrivo dei partecipanti lungo via dei Fori Imperiali. E’ fatta. http://www.maratonadiroma.it/?p=classifica&lang=it . Andrea passa il traguardo in poco meno di quattro ore e venti. Dietro a lui il Gianni Diesel Gump arriva dopo circa venti minuti. La delusione e la rabbia lo portano ad un primo pensiero a freddo: “….ea Venice Marathon xe pì bea!!”. Ricongiuntosi ad Andrea, i due si mettono in fremente attesa dell’arrivo del pupillo e del Bepi, impegnati a far passerella negli ultimi chilometri di corsa. Con le gambe a tracolla e in piena trasfigurazione, l’impenitente, sostenuto dal Bepi, passa il traguardo dopo circa un’ora sventolando il “Leone de S.Marco”. Raccolti armi e bagagli si rientra agli alloggi, non prima di essersi beccati un ultimo scroscio tropicale (…proprio queo che mancava!!). Un’altra avventura da consegnare ai posteri e che rimarrà nella storia del gruppo. Alla prossima.

foto corsa: guarda

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